La necessità del Partito Regionale del Veneto

L’art. 5 della Costituzione Italiana dichiara che la Repubblica

  • riconosce e promuove le autonomie locali;
  • attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo;
  • adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenza dell’autonomia e del decentramento.

Eppure, in tutti i modi, questa direttiva costituzionale è elusa, dimenticata, soppressa, negata.

Nonostante l’esito plebiscitario del referendum dei Veneti del 2017, non si può che riconoscere che ciò che è successo con la legge sull’autonomia differenziata, anch’essa peraltro emanata sulla base di una precisa disposizione costituzionale (art. 116), dimostra inequivocabilmente che i poteri forti, centralisti e autoreferenziali, non intendono mollare la presa, non certo per salvaguardare il tanto invocato bene comune, ma per continuare a manovrare e indirizzare miliardi di euro in base ai loro bisogni e secondo i loro calcoli politici.

Gli stessi partiti politici sono gestiti in maniera fortemente accentrata: le decisioni vengono prese a livello centra-le (normalmente a Roma, in rari casi a Milano), essi tengono poco in conto e conoscono ancor meno le esigenze locali; addirittura con l’attuale sistema di elezione a livello nazionale i deputati e senatori non vengono scelti dal popolo, ma dalle segreterie dei partiti, il livello di democrazia è fortemente sceso anche grazie a un uso poco coerente del sistema di voto maggioritario.

  I Veneti sono rimasti orfani di politico che promuovano, difendano e tutelino i loro legittimi diritti  

Svariati miliardi di euro di tributi pagati annualmente dai Veneti non vengono spesi nel territorio, ma sono sistematicamente trasferiti altrove e la maggior parte di essi impiegati in modo inefficiente e spesso sprecati. Solidarietà significa aiutare chi dispone di minori risorse e nel contempo ha necessità di finanziare i servizi primari e di base, ma solidarietà non significa azzerare completamente la ricchezza prodotta in eccedenza con il lavoro e la fatica dei lavoratori e delle imprese che vivono e operano nel Veneto.

Del resto, anche in Veneto ci sono situazioni di bisogno, di minorità, di disagio che potrebbero essere alleviate senza dover chiedere o mendicare risorse allo Stato centrale perché sono già prodotte e guadagnate dalla stessa comunità a cui appartengono coloro che sono nel bisogno.

Tutto ciò non avviene nelle regioni a statuto speciale: i siciliani, i trentini, i sardi, gli altoatesini si trattengono gli introiti di praticamente tutte le imposte e le tasse versate nei loro territori. Dov’è qui la solidarietà tanto invocata?

  Ma il problema è più vasto, perché i politici veneti, sparsi nei diversi partiti nazionali, si occupano sempre meno dei problemi del Veneto e dei suoi Cittadini  

Politici che rincorrono interessi e aspirazioni che vanno verso altre direzioni, trascurando i problemi locali e lasciando che prosegua il depauperamento del territorio e delle sue risorse e dei suoi valori.

  • Abbiamo visto sparire le più importanti banche venete, senza che alcuno promuovesse iniziative volte a salvare la parte buona di esse e la permanenza della loro direzione sul territorio;
  • assistiamo ogni anno all’emigrazione di migliaia di giovani veneti, senza che alcuno offra loro progetti alternativi; 
  • abbiamo visto molte imprese di servizi pubblici, dalla notevole importanza strategica, cedute a società straniere o a grandi società italiane con la “testa” a Bologna o a Milano;
  • vediamo imprese venete che delocalizzano all’estero e persino in altre regioni italiane, senza che alcuno raccolga la sfida di offrire loro soluzioni in grado di favorire la permanenza del territorio;
  • assistiamo impotenti al costante peggioramento qualitativo della sanità regionale, un tempo fiore all’occhiello del Veneto, e lo svuotamento delle migliori competenze e professionalità;
  • abbiamo visto accettare supinamente lo sfregio dell’autonomia differenziata.
  In questo scenario, noi siamo convinti che l’unica soluzione in grado di portare fiducia e di raggiungere gli obiettivi primari delle comunità venete sia quello della creazione di un partito territoriale forte e autorevole, sul modello del SÜDTIROLER VOLKSPARTEI e della CSU bavarese  

Un partito nel quale far convergere persone, esponenti, idee, valori che, al di là degli ormai sbiaditi colori ideologici, abbiano in comune il senso di responsabilità, onestà e amore per il proprio territorio e per le proprie comunità, che vogliano e sappiano tutelare in modo efficace gli interessi e i diritti di queste ultime.

Un partito che, partendo dalla Regione, abbia la capacità di fornire, in prospettiva, un’alternativa anche in occasione delle elezioni nazionali, portando deputati e senatori nel Parlamento, i quali lavorino (finalmente!) per il bene del Veneto (e, quindi, indirettamente, anche dell’Italia nel suo complesso), facendo riconoscere l’autonomia del Veneto e il suo legittimo diritto a uno statuto speciale.

  Sì, perché se esiste una regione italiana che possiede tutti i titoli per poter vantare uno statuto speciale è proprio il Veneto  

Mille e cento anni di indipendenza. Venezia e il Veneto hanno dominato il Mediterraneo per secoli, diffondendo una vera e propria civiltà, recando benessere e giustizia, generando e veicolando arte e bellezza, finanza e moneta, tutela dei marchi e dell’ambiente, multiculturalismo, strutture federali, la prima banca centrale, la prima cartamoneta, tecnologia, impresa; dall’Adda a Cipro, dall’Isonzo a Creta, dall’Istria alle Jonie.

Tirolo, Baviera, Fiandre, Scozia, Catalogna (solo gli esempi più noti) sono lì a testimoniare che l’invocazione e l’ottenimento di un’adeguata autonomia è possibile, è realistica, è concreta, non è affatto utopica. E non è certo scorretto o errato sostenere che la storia di tutte quelle realtà assieme nemmeno lontanamente eguaglia la nostra.

L’economia e l’iniziativa del nostro territorio sono ancora imponenti. La bellezza, dalle Dolomiti a Venezia, ci circonda: mare, alpi, colline, laghi, città d’arte, tra le quali, perla mondiale, Venezia, da sempre grande capitale a prescindere da dimensioni e abitanti.

  Cari politici, cari imprenditori, cari Cittadini: se non ora, quando ?  

 

 Per informazioni: ve*******@***il.com

2 thoughts on “La necessità del Partito Regionale del Veneto”
  1. È indispensabile un partito regionale veneto in cui possano convergere tutti i movimenti o i partiti locali, autonomisti o indipendentisti o che abbiano veramente a cuore il destino del futuro Veneto. Non saranno certamente i partiti centralistici romani o quei partiti che hanno rinnegato la loro origine ma che continuano a cavalcare l’autonomia veneta lavandosi la bocca a Pontida. Viva San Marco!

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