Autonomia Differenziata o Autonomia Speciale ?

Imbarazzante.

La Costituzione italiana già nel “vecchio” art. 5 scrive:  ….. la Repubblica è una ed indivisibile e riconosce e promuove le autonomie locali, attua…. il più ampio decentramento amministrativo e adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

E poi il riformato Titolo V che sancisce la c.d. autonomia differenziata.

Un cittadino qualsiasi direbbe: spetta allo Stato dare attuazione di questi principi e, invece, sembra che sia proprio lo Stato, creando ostacoli e complicazioni di ogni tipo a bloccare la realizzazione dell’autonomia costituzionale.

Imbarazzante.

A ciò si aggiunge la recente sentenza della Corte Costituzionale che di fatto blocca nella sostanza la c.d. autonomia differenziata con una serie di eccezioni e distinguo che la rendono inapplicabile; fra l’altro sulla base di ricorsi anche di Regioni a statuto speciale che godono di una autonomia ben maggiore di quella richiesta dal Veneto.

Nuovamente imbarazzante.

Se poi ricordiamo le dichiarazioni di numerose forze politiche secondo le quali l’autonomia differenziata spacca il Paese, elimina la solidarietà fra Regioni, crea condizioni di terribile disuguaglianza fra regioni ricche e povere, ecce cc. A ciò si aggiunga la richiesta bocciata dalla Corte di un referendum per chiedere agli italiani se vogliono o meno l’autonomia col rischio di creare una frattura fra lo stesso popolo italiano e quello veneto che a stragrande maggioranza aveva nel 2017 già votato per l’autonomia…… eh già perché un potente strumento per attuare la democrazia, previsto dalla nostra Costituzione, è proprio il referendum che, dal 2017, rimane inattuato come vulnus incredibile alla democrazia stessa.

Definitivamente imbarazzante.

Come uscire da questi vergognosi “imbarazzi”?

La soluzione c’è: visto che questa Autonomia differenziata non s’ha da fare e visto che l’unica Regione che la chiede con forza è il Veneto, l’obiettivo sia Regione del Veneto a Statuto speciale come le altre 5 regioni che già lo sono.

Questa soluzione, vista l’esperienza pluridecennale delle Regioni a statuto speciale, eviterebbe le drammatiche conseguenze (secondo alcuni detrattori) dell’autonomia differenziata fra cui la più insidiosa, e cioè la divisone dell’Italia.

Le Regioni speciali hanno creato problemi di spaccatura del Paese, di ingiustizie e mancanza di solidarietà nazionale o di diseguaglianza fra cittadini? Assolutamente no, altrimenti come potrebbero esistere ancora?

L’autonomia speciale è prevista dalla Costituzione; ha dimostrato che nelle Regioni/Provincie dove è stata realizzata ha bilanciato situazioni di differenza di reddito, di povertà, di disoccupazione; nelle regioni/provincie più virtuose ha creato un forte aumento di PIL, posti di lavoro, occupazione di qualità, crescita socioculturale, ripopolamento di aree depresse, il tutto a vantaggio del Paese Italia nel complesso. Non solo! Sono nate nuove imprese, molte di eccellenza a livello mondiale (pensiamo ad es. a Leitner, Loacher, Demaclenko, TechnoAlpin, ecc. in Alto Adige-Sudtirolo), attratti turisti e capitali dall’estero, in poche parole creata nuova ricchezza a beneficio di tutti. L’Autonomia speciale è un valore per il Paese, perché non darla anche al Veneto?

Pertanto, sarà interessante vedere quali forze politiche proporranno questa via “sicura” all’autonomia, come previsto anche da tempo dalla Costituzione, magari proprio per le prossime elezioni regionali; evitandoci così questa disgustosa e antidemocratica polemica contro l’autonomia differenziata che, in Veneto, ha affossato la volontà dei cittadini che la hanno votata nel 2017.

Lascia un commento